|
I Cinesi nel “Gotha” di “Cosa Nostra”? Questa č Cosa Nostla |
|
|
|
Scritto da TonnoSalmonato tratto da www.siciliaradicale.it
|
|
lunedě 12 febbraio 2007 |
Recentemente notizie di stampa ed agenzie hanno riportato alla luce il caso di Giovanni Mercadante, il deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana accusato di essere punto di riferimento del sistema Provenzano nel mondo politico e sanitario con delega alla captazione politica dei pupilli dei mafiosi.
Dal Giornale di Sicilia del 9 febbraio apprendiamo che l’indagine, scaturita dall’Operazione “Gotha” è giunta al termine e che tra le 74 persone rinviate a giudizio – tra cui Mercadante nonché un altro politico, il consigliere di circoscrizione Marcello Parisi, peraltro figlio e nipote di mafiosi o presunti tali – vi sarebbero anche i nomi di 14 commercianti cinesi: una vera e propria novità nello scenario della criminalità organizzata siciliana, tanto più se si pensa che questi ultimi irrompono nel teatro giurisdizionale non quali presunti esponenti della mafia cinese ma con l’accusa di favoreggiamento verso cosa nostra per non avere denunciato le estorsioni subite. Così il processo si connota come un caso di mafia-politica-estorsione-favoreggiamento internazionale che farà scuola: la buona prassi giurisprudenziale della globalizzazione del crimine organizzato. I commercianti in questione si trovano tutti in una zona della città, la via Lincon, nei pressi della stazione, la cui caratteristica è il commercio all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti manifatturieri tipo corredi, scarpe ecc. Qualche giorno fa, poco tempo dopo l’inaugurazione di un centro commerciale dove prima si trovava il grande magazzino Barone, la comunità cinese di Palermo ha incontrato nello scenario del teatro Politeama le istituzioni e la città. A parere della Procura la comunità pare si sia integrata oltremodo nella società locale; nelle more di esordire a pieno titolo come triade cinese propriamente detta occorre accontentarsi di un’ipotesi di favoreggiamento a cosa nostra. Qualcuno la potrebbe anche vederla come l’uso improprio di mezzi giudiziari contro l’espansionismo commerciale dei cinesi. Storicamente, l’ultima volta che in Sicilia misero piede gli orientali ci lasciarono altro rispetto ai soli bachi da seta; non di poco conto, da questo punto di vista, è da considerare il contributo al multiculturalismo proprio del siciliano che lo caratterizza come uno dei popoli più ospitali del mondo.
|