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Giornata Nazionale Vittime dell'Ingiustizia Stampa E-mail
Scritto da Beppe Vicari   
lunedě 22 gennaio 2007
Aiutaci a raccogliere quante più firme per richiedere ai competenti organi l'istituzione della giornata nazionale vittime dell'ingiustizia, in concomitanza con la morte di Enzo Tortora che cade il 18 maggio.

In ogni caso le firme contribuiranno a sostenere l'iniziativa popolare, anche se tale giornata non verrà istituzionalizzata. Rimarrà una giornata di riflessione collettiva. Più saranno le iniziative, maggiore sarà l'impatto sulla pubblica opinione.
Per dare il Tuo contributo, scarica il testo della petizione e fallo firmare a quante più persone possibile. Successivamente invia i moduli firmati via e-mail a petizione(at)giustiziagiusta.info o via posta ordinaria a “Giustizia Giusta, Piazza Bainsizza, 1 – 00195 ROMA”.
Puoi anche firmare On-Line la petizione compilando il form che trovi a questa pagina>>
Nel diciottesimo anniversario della morte di Enzo Tortora – vittima di un’ingiustizia palese e pervicace, frutto di calunnie sfacciate ed imperdonabili prevaricazioni – lo ricordiamo per la fermezza con la quale affrontò una vicenda assurda e con la quale rese testimonianza di fede nella giustizia vera.
Fu esempio di civile impegno, perché ad altri fosse risparmiato il danno, il dolore dell’ingiustizia e dell’indifferenza di fronte ad essa della società e delle istituzioni.
La vicenda di Enzo Tortora fu ed è esemplare.
Non averne tratto gli insegnamenti ed i presagi che se ne potevano e dovevano trarre pesa ancora oggi sulla vita del nostro Paese.
Ricordare tutto ciò è doveroso ed utile per tutti ed è da augurarsi sia sempre nel pensiero dei migliori cittadini.
Per questo proponiamo che il 18 maggio, anniversario della morte di Enzo Tortora, la cui salute fisica fu minata da quella sciagurata vicenda che non domò il suo spirito, sia proclamato giornata nazionale delle vittime dell’ingiustizia.
Una giornata in cui il pensiero vada a coloro che, per errore di uomini o per imperfezione e stravolgimento di istituzioni e di leggi, per devianze dalle finalità che la giustizia deve perseguire, sono sacrificati e soffrono, lottando perché sia riconosciuto il loro buon diritto o, invece, vinti e dimenticati, subiscono pene ed umiliazioni che non hanno meritato.
Confidiamo che molti altri cittadini che amano la giustizia si uniscano a noi, sottoscrivendo questo appello e che le istituzioni di autorità pubbliche vogliano accoglierlo, perché a tutti sia indicato un momento di riflessione e di assunzione di responsabilità.
Scarica il modulo>>
Aderisci On-Line>>
Commenti (1)Add Comment
LA GIUSTIZIA E LE
scritto da nimiz, febbraio 26, 2009
Ho dovuto l'ottare per ben 20 anni per ottenere giustizia ( seppure parzialmente), intentando 9 giudizi, di cui 4 per cassazione, uno a sezioni unite, che ha visto impegnati 34 giudici togati, 24 di cassazione, 11 legali. Non si e' trattato della strage dell'Itavia, bensi' di un banale licenziamento, intimatomi illegittimamente nel 1989. Chi si e' opposto al mio diritto lo ha fatto fino anche con falsita' macroscopiche, accertate giudizialmente. Ebbene, cio' nonostante, a tutto oggi non sono riuscito ad avere un centesimo per quanto a stipendi arretrati. Nel frattempo ho perso la casa, il lavoro e la famiglia. Tutto questo perche' a rispoderne dovrebbe essere il commissario liquidatore che mi ha licenziato a suo tempo. A pagare, invece, un Fondo ( uno dei tanti) che nei fatti non ne ha nessuna intenzione. Insomma, sono vittima di una macchinazione, di un complotto. Anche chi avrebbe dovuto difendere il mio diritto a mani basse e' stato parte della macchinazione. Le denuncie o risultano archiviate o sono dormienti ( in attesa di trovarmi con le "dita nel naso", cosi' invece di punire i responsabili di tutti i miei danni, mi danno l'ergastolo). Tutto cio' in spregio a precise norme di legge che mi avrebbero gia' da tempo visto soddisfatto completamente di ogni mio diritto. Una per tutte: nel 2006, ai "giorni nostri", dopo aver ottenuto la reintegrazione nel posto di lavoro, mi hanno impedito l'ingresso negli uffici con l'uso strumentale della forza pubblica ( agenti di p.s.), dopodiche' mi hanno licenziato nuovamente per non aver "preso servizio"! Ho denunciato i fatti fino anche al Questore di Roma: nulla di fatto. Occupatevi anche delle "morti bianche" come le mie ( e non sono il solo). Occupatevi anche delle "mafie" ( perche' tali sono) che caratterizzano il nostro "sistema". Insomma, per non doverti dare ragione ti ignorano ad ogni livello. Allora, prima che compia atti irreparabili, che cosa in concreto potete fare per me? Potete quantomeno ascoltarmi? E' di tutta evidenza che colui che in tutti questi anni e' riuscito a condizionare giudicanti, difensori e forze dell'ordine, non solo e' un pezzo da 110, ma non lo ha fatto a "buon rendere". Il movente prende le mosse dal fatto che qualora risucissi a fare applicare le leggi, chi si e' opposto la mio diritto in modo illecito e illegittimo, potrebbe essere chiamato dal Fondo che dovrebbe pagarmi le ingentissime somme maturate in venti anni ( stipendi arretrati e danno, maggiorato da interessi e rivalutazione), a surrogarlo delle somme sborsate per danni. Pertanto, con l'opposizione iniqua, strumentale alle mie ragioni e diritti, dal un lato il Fondo non paga, dall'altro il responsabile nemmeno. Siccome le somme in questione ammontano ad oltre due milioni di euro, oltre i danni ingentissimi, e' di tutta evidenza l'interesse di costoro a non pagare. Per giungere alla distruzione del mio diritto, hanno collaborato anche i miei difensori, responsabili di omissioni clamorose, non spiegabili con la semplice negligenza. Per altro, essendo il responsabile delle azioni ai miei danni un avvocato (commissario liquidatore), e' di tutta evidenza la difficolta' nel giungere al riconoscimento del mio diritto. Inoltre, siccome nell'ambito delle istituzioni, corporazioni, associazioni dello stato e facile farsi favori senza nulla pagare ( tanto a costoro direttamente non costa nulla), si puo' immaginare ogni mia difficolta' ulteriore . Il nostro e' un popolo di gente nemmeno di ordinario coraggio, che difende interessi collettivi solo se c'e' vantaggio e alcun rischio. Uno per tutti: vi ricordate il "caso" Agostino Cordova, il famoso procuratore capo che qualche anno fa gli era venuto in mente (giustamente) di far cessare il "reclutamento" nella Massoneria di giudici ( e non solo) onde evitarne tutte le conseguenze? Ebbene, non solo costui e' stato in prima istanza spogliato dal suo incarico e trasferito (apparentemente) a consigliere della S.C. di Cassazione, snaturandone la vocazione a inquirente, ma quell'incarico nei fatti non lo ha mai ricoperto ( perche' al "momento" non vi era un posto disponibile). In pratica e' stato lasciato a casa in attesa della pensione"! E' di tutta evidenza che il buon Cordova ha dovuto fare i conti con i "fratelli" (massoni). Noi, stampa compresa, cosa abbiamo fatto per lui? Niente! Lo abbimo abbandonato, nonostante lavorasse per un paese migliore. Per restituire ai nostri figli ( quantomeno) l'orgoglio di essere italiano.

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