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Messina: qui o si fa il Ponte o si muore |
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Scritto da Beppe Vicari
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martedě 16 gennaio 2007 |
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La tragedia verificatasi nello Stretto di Messina mio malgrado l’avevo prevista. Scrissi pure in qualche post o in qualche commento di tale evenienza. La previsione era correlata alla non realizzazione del Ponte di Messina e più specificatamente riguardava le conseguenza di ciò. Tra queste oltre il mancato investimenti di capitali privati e l’addio dell’alta-velocità ferroviaria commentai la possibilità che con un maggiore traffico merci in direzione Gioia Tauro, atteso per il 2010, potesse verificarsi un eccessivo traffico di navi porta container in fila indiana, che veniva attraversato dai traghetti che altro non sono che bassi e piccoli barconi in rapporto con le mastodontiche porta container che varcano Suez provenienti dall’Oceano Indiano. Sono stato fin troppo facile profeta, ma mi sono sorpreso per la collocazione temporale; la disgrazia l’attendevo per il 2010 ovvero per l’apertura dell’aria di libero scambio euromediterranea. Mi sbagliavo.
La questione ci riporta al Ponte come soluzione affinché tali tragedie non si verifichino più, a meno che non si voglia prendere come ipotesi il divieto di navigazione merci nell’area dello Stretto, interessante ipotesi ambientalista per via degli uccelli che di notte sbattono nei container ad una altezza di 30/40 metri sul livello del mare, ma economicamente improponibile in quanto la circumavigazione della Sicilia alla volta di Gioia Tauro allunga di molto i tempi di navigazione e quindi i costi. Si potrebbe spostare la piattaforma logistica da Gioia Tauro ad Augusta, ma già tale valutazione seppur vincente anche rispetto alla posizione di Malta fu scartata per la mancanza di collegamento stabile con il continente. Quindi dopo tutti gli investimenti fatti a Gioia Tauro alla fine resteranno le cose come sono o quasi a meno di palliativi momentanei fatti nell’imminenza della tragedia. Delle due una: O si fa il Ponte o si rischia di morire schiacciati da una porta container ogni volta che si varca lo Stretto.
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