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Banco di Sicilia… Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Miccichè   
domenica 13 gennaio 2008


Sono tornato adesso a casa.
Abbastanza amareggiato ed ho bisogno di sfogarmi con voi: in questi giorni il protagonista della mia vita politica è stato il Banco di Sicilia. Vi racconto cosa è successo, poi voi giudicherete:
il Banco è passato tempo addietro alla romana Capitalia (ex Banca di Roma). Il passaggio si rese obbligatorio quando Banca d’Italia, per evitare l’invasione delle banche straniere, decise una strategia a mio avviso legittima, quella di creare dei grossi gruppi di credito italiani che potessero contrastare lo strapotere europeo tedesco, francese ed inglese. Successivamente, sempre in virtù di questa strategia Capitalia è stata assorbita dalla più potente UNICREDIT. In pratica, con BANCA INTESA, in Italia si sono creati oggi due potentissimi gruppi bancari. Questa è la prima premessa. La seconda è che la Regione Siciliana aveva una quota azionaria nel Banco di Sicilia eche oggi. invece, vanta una molto più piccola quota di Unicredit il cui valore assoluto rimane comunque pressocchè invariato ed pari ad oltre 1 miliardo di €uro. La Regione Siciliana però, a differenza di tutti gli altri soci di Unicredit, è l’unica che partecipa al capitale con denaro pubblico in forza di una legge dell’Assemblea Regionale che stabilisce i motivi dell’investimento e la destinazione delle risorse impiegate. (se non dovessero essere chiare le premesse tanto vale non proseguire a leggere). (continua a leggere il post sul suo blog clicca)
Commenti (1)Add Comment
Il Banco non c'è più
scritto da Talita, novembre 05, 2008
Possiamo ancora parlare di 'Banco di Sicilia',onestamente?Il glorioso e secolare Istituto di Credito di Diritto Pubblico è scomparso da tanto tempo.Ci sono soltanto i vecchi o meno vecchi pensionati di quella Banca ed i loro ricordi.E gli Archivi.Null'altro.Anche l'efficienza del vecchio Banco era ben superiore alla privata Unicredit:basta essere ancora clienti per accorgersene.Lo sanno tutti.

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